Febbraio

C’era una volta il dolce Carnevale in Puglia.

Un turbinio di maschere, una nuvola di coriandoli, una manciata generosa di allegria e un pizzico di colore: questa è la ricetta senza tempo del Carnevale in Puglia.
Per tutto il mese di febbraio tra le vie dei paesi sfilano imponenti i carri variopinti di cartapesta e tutt’intorno risuonano le voci chiassose dei bambini. Tra i carnevali e le sfilate più conosciuti e antichi della Puglia ci sono sicuramente quello di Putignano, noto in tutto il mondo e giunto alla sua 626° edizione, quello di Gallipoli, che ha origini nel Medioevo e quello di Manfredonia, risalente al periodo romano. Tra i più recenti ma degni di nota, il Carnevale di Massafra, in cui cittadini e turisti possono direttamente partecipare all’animazione confondendosi tra le maschere, e il recente Carnevale di Castellaneta.

Così come le sfilate, anche le storie delle leccornie carnevalesche pugliesi affondano le radici in tempi antichissimi.
Le ricette dei dolci tradizionali di carnevale, infatti, sono così intrecciate al passato e al territorio che ogni dolce ha infinite sfumature di gusti e nomi. Questo è dovuto probabilmente al fatto che le ricette venivano tramandate oralmente di generazione in generazione, come un segreto da custodire gelosamente.

Oltre il grande classico di Carnevale, le chiacchiere, con la loro magica spolverata di zucchero a velo e tra i dolci più famosi in questo periodo, la Puglia porta in tavola le zeppole, deliziose frittelle con il buco, arricchite con crema pasticciera e amarene. Tradizionalmente preparate in ricorrenza della festa di San Giuseppe del 19 marzo, deliziano grandi e bambini per tutto il periodo di Carnevale.

Sfogliando le pagine dei ricordi delle nonne, troviamo altri nomi curiosi, dolci dalle mille forme e sapori, che raccontano le storie del territorio dove sono nati. Partendo dal Salento, le stelle si trasformano in purcidduzzi, gnocchetti fritti passati nel miele e decorati con zuccherini multicolore, che risplendono anche sulle tavole natalizie. Nella terra di Bari si entra nel cuore del Carnevale, dove i bambini si sfidano in battaglie di coriandoli. Ed ecco una moltitudine di variopinti tenerelli, confetti dal sorprendente ripieno di nocciole e mandorle, ricoperti di cioccolato e zucchero colorato.

Proseguendo il viaggio verso nord e ammirando il paesaggio della campagna pugliese, i rami degli ulivi millenari divengono dita degli apostoli, dolce antichissimo dalla forma di cannellone, preparato tradizionalmente solo con albumi e ripieno di ricotta, cannella e riccioli di cioccolato. Percorrendo interminabili stradine costellate di muretti a secco per arrivare nel Gargano, ecco che ogni pietra sapientemente posata su di un’altra diventa una farrata, panzerottino dolce cotto al forno dall’impasto di grano o farro, con un cuore di ricotta, grano e maggiorana. Il viaggio si conclude con il naso all’insù, perdendosi nel cielo sempre blu della Puglia, ma qualche nuvola si traveste da pettola, la piccola frittella da tuffare, ancora calda, nello zucchero o nel vincotto di fichi. Chiamate anche “pittule” o “castagnole”, il loro impasto viene talvolta insaporito da scorza di limone o arancia.

Un’interessante rivisitazione delle pettole è quella delle Frittelle di patata dolce del Salento e mosto cotto.

Fonte foto: derbygrill.it

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